Ma che cazzata! come direbbero gli skipper…

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Tombstone Generator  

Ma questo sito è meraviglioso! Puoi fare la tomba a chi ti pare! Dite che mi porterà sfiga s ela faccio a quello stronzo del titiolare del ristorante sotto casa mia che mi impesta di puzzi dalla mattina alla sera?

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Rieccomi

Però, quant’è che non scrivo sul blog…
 
Dopo la morte di Jack mi ero un pò depressa. Ho pensato di abbandonare il blog, mi dispiaceva scrivere altre cose dopo l’intervento su Jack. Poi ho pensato che la vita va avanti, che ci sono tanti animalini che hanno bisogno di firme, tanti bambini che muoino in posti dimenticati… Insomma, a qualcosa servirò o no?
Quiando ero decisa a ricominciare, ho capito che potevo toccare il fondo delle depressione ancora di più di quanto potessi immaginare: sai, quando ti dicono "tua mamma ha dei danni neurologici, potrebbe essere un tumore al cervello" svalvoli un pò.
Dopo 15 giorni di esami hanno scoperto che per fortuna non è un tumore, ma sono "solo" 3 ischemie. Una sciocchezza per una donna che fuma un paccheto si sigarette al giorno da quando aveva 15 anni, prende 14 caffè, seguiti da antidepressivi a non fa altro che dormire e rompere i coglioni dalla mattina alla sera!
Ho passato 15 giorni di inferno ma siamo stati fortunati, poteva andare peggio. Anche s enon è ancora finita, potrebbe risuccedere se non si cura e non comincia a fare una vita sana, cosa che ovviamente non fa.
In questi 15 giorni ho dovuto accudire 2 case e 5 persone, me compresa: praticamente dormivo 3 ore per notte e quelle 3 ore le dormivo pure male. Senza contare che Matteo ha cominciato a soffrire di girameneti di testa e attacchi d’ansia appena una settimana dopo la morte di Jack.
E si, bel periodo di merda.
 
Ma ora è tempo di ricominciare. Mi sto dando da fare col forum di studentipace di cui sono diventata mio malgrado amministratrice perché in sole 4 persone non ce la facevano a pulirlo dalla spam che ci sommerge. Quindi, altro impegno…
La IBFAN incombe, ho un mucchio di violazioni da comunciare, prima o poi lo farò…
Le lezioni sono state abbandonate da marzo, quindi ne ho seguite la metà e ora sono veramente incasinata. Il primo che mi dice che non mi faccio più vedere lo uccido! Gli esami sono già a vanti e io non ho ancora preparato nulla.
 
Chi mi salverà dal fallimento?
 
Basta, ora devo mettermi sotto. Intanto a farmi compagnia ho una nuova amica: una gazza semiaddomesticata che si è introdotta in casa e fa come fosse il nido suo… L’ho chiamato Attila, mi sta mangiando tutto, anche le finestre…
 
 
 
 

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Ti voglio bene Jack!

JACK  04/02/1992 – 10/03/2007

   

Domenica 11 marzo 2007, giorno del mio 29simo compleanno. Ad Aulla è una bellissima giornata. Il sole splende caldo, il cielo è di un azzurro intenso. Solo il vento forte disturba quassù, alla fortezza della Brunella. Lo spettacolo da qui è magnifico, le montagne si stagliano sullo sfondo accompagnate dal verde dei prati; sembrano talmente vicine da poterle toccare con un dito. Una dolcissima sensazione di pace e di tranquillità avvolge tutta la collina. Solo il rumore di risate di bambini in lontananza, laggiù, al parco.

Una signora arriva con dei fiori e un annaffiatoio, cura il suo piccolo giardino dei ricordi. Si, qua al Parco degli Affetti lo puoi fare.

Matteo ha gli occhi rossi, mia mamma piange. Io sono immobile, guardo gli inservienti che scavano la buca, gli dico “un po’ più larga, per favore”, con le lacrime. Non ho mai smesso di piangere da venerdì sera.

Jack aspetta in macchina. Non c’è fretta.

La buca è pronta. Jack arriva, sul suo letto di legno fatto da Matteo anni fa. La coperta vola via, corriamo a riprenderla. Delle signora ci guardano, forse ricordano.

Ecco, l’ultimo saluto al mio adorato cucciolo, l’ultima carezza, l’ultima grattata dietro l’orecchio. La testa è rigida ma il pelo è soffice come una volta, come quando era cucciolo. Do un ultimo sguardo all’essere che mi è stato vicino in questi 15 anni, che mi ha amata, che mi ha difesa, che mi ha consolata. E mi chiedo se sentirà freddo o si sentirà solo… Solo forse no, in mezzo a tutti quei cagnetti sepolti accanto a lui, amati tanto dai loro padroni.

Il cuscino scende nella terra portandosi dietro il mio cuore. La coperta con scritto Jack lo copre quasi per intero. Al collo ha la sua catena con il nome e il mio numero di cellulare. Tra le zampe le foto mie, di Nicola e di Matteo. Poi uno snack.

Il naso tocca quasi la terra fredda. L’inserviente lo sposta delicatamente, lo sistema. Chiedo che venga coperto bene, non sopporto l’idea della terra fredda sul muso.

Ciao Jack, ciao naso…

Ora è sul suo cuscino, coperto per intero con quel pezzo di stoffa ricamato che io chiamo coperta e che lui amava portarsi sulla schiena in giro per casa: sembrava un cavallo medievale. Così sembra quasi naturale, nella sua cuccia, sembra quasi che stia dormendo.

La terra cade sulla coperta, prima sulle zampe, di fianco, poi piano piano sul corpo, sul muso. Mi giro dall’altra parte. Matteo si allontana, la mamma se ne va. Il dolore è immenso. Avrà freddo il mio passero? Sentirà nulla? Si sentirà abbandonato così lontano da casa?

La bella giornata ci aiuta: quando c’è il sole tutto sembra più bello. Calcano bene la terra, con i piedi: non scapperà sicuramente. Poi ci lasciano al nostro dolore. Qualche sassetto per contornare e tre primule, regalatemi da Matteo per la festa delle donna, in attesa di fare la lapide. Appoggio la foto sulla terra umida, la fermo con dei sassi perché il vento non la porti via. Alcuni cani hanno fiori, altri giocattoli, bomboniere. Alcuni non hanno neppure il nome: magari i padroni abitano lontano, non possono venire spesso, ma già averli portati qui è un grande gesto d’amore. Una signora ci fa le condoglianze, anche lei ha perso un esserino caro.

Lasciamo il sole, la collina, Jack e tante lacrime. Accarezzo la foto. Tornerò sabato. E piango.

E’ cominciato tutto venerdì sera. Mi chiama Nicola. Per fortuna l’ha visto lui, altrimenti sarebbe morto tra mille sofferenze. Piange, ha la pancia gonfia, soffre tantissimo. Corriamo da veterinario di turno. La patologia è frequente e gravissima, mortale: stomaco ritorto. Mentre gli viene dato un antidolorifico, il veterinario ci spiega tutto. Morirà al massimo tra due ore. Abbiamo due scelte: operare o eutanasia. Le possibilità di riuscita di questo intervento per un cardiopatico di 15 anni sono praticamente nulle, il costo è alto. Ma io non me la sento. Non capisco più nulla, chiedo consiglio, con me Matteo, Nicola, la Ila che è venuta appena ha saputo, la Vale.

Che fare? Alla fine decido che non posso abbandonarlo. Una volta ho sognato che stava morendo e per non farlo soffrire sceglievo di sopprimerlo, poi di colpo si era ripreso ma ormai il veleno era in circolo: lui mi scodinzolava anche se lo stavo uccidendo. Mi sono svegliata piangendo e mi sono ripromessa che l’avrei fatto solo se non c’erano veramente altre possibilità. E una possibilità c’era, anche se remotissima.

Operiamo. In qualche modo troveremo i soldi. Non sarò io ad uccidere il mio cane, non sarò io a tradire i suoi occhi che mi chiedono una carezza ancora, una sola prima di morire…

Ilaria ci offre un caffé che non prenderemo mai. Squilla il telefono, io aspetto la brutta notizia. Matteo sorride: “E’ vivo!”. Corriamo e lo troviamo a terra, stordito, ma vivo. La lavanda gastrica aveva funzionato, lui era sopravvissuto per miracolo all’anestesia. Un vero duro. Ma quando sarebbe vissuto ancora? Ore? Giorni?

Abbiamo dormito (se si può dire di aver dormito) insieme. Io sul divano, con la mano sotto la sua testa, lui cercava coccole, carezze. Sono state delle ore dolcissime. Non avevo mai passato tanto tempo attaccata a lui.

Poi, la mattina, è peggiorato, è di nuovo gonfio. Siamo daccapo. Altro veterinario. Stesse due possibilità: eutanasia o operazione. Possibilità che sopravviva all’anestesia quasi zero. Forte del miracolo della notte precedente e dell’appoggio di Matteo, decido di tentare. Ormai è anestetizzato, drogato, non sente quasi più nulla. Per sopprimerlo dovrebbero comunque rischiare.

Miracolosamente l’intervento riesce, ma mi dicono di non sperare, perché il cuore è debole, gli anni sono tanti.

Jack torna a casa con noi. Non riprende conoscenza, è stazionario. Alle 23.30 un gemito, un respiro profondo, poi più nulla. Il cuore non batte più, manca il respiro. Mentre cerchiamo di contattare un veterinario ha delle convulsioni, allunga il collo, apre la bocca. Scopriremo poi che sono reazioni nervose post-mortem, ma insistiamo, lo massaggiamo lo scuotiamo, lo carichiamo in auto e come razzi in mezzo al traffico arriviamo dal veterinario che scocciato ci dice che è morto, non vediamo?

In effetti la morte era avvenuta in 6/10 secondi, non di più. Ma gli spasmi, l’ignoranza e la speranza ci avevano portato a tentarle tutte. Ma lui era già morto, non si era accorto di nulla. E’ morto in casa sua, con noi vicino: Forse questa è l’unica consolazione.

Spero solo che abbia capito che non l’ho mai abbandonato, che ho cercato di fare di tutto per lui, che lo abbiamo amato tanto e che soffriamo tanto. E gli chiedo perdono per quando non c’ero, per quando l’ho sgridato, per quando l’ho picchiato. Per il tempo che non ho passato con lui, per la mia pigrizia, per non essere stata una padrona perfetta. Ma l’ho amato tanto…

Ora lui è in un prato verde con altri cani. Ma ha lasciato un vuoto enorme. E’ come se mi avessero strappato il cuore, come se le vene fossero vuote. Mi sento svenire ma resto ancora in piedi. Mi sento come un albero cavo, manca della roba dentro. Lo stomaco si chiude e ad ogni gesto penso a lui. Al posto del cuore mi sembra di avere una pietra di 17 kg, il peso del mio cucciolo prima di morire. Questa pietra mi toglie il respiro, mi schiaccia la notte contro il materasso, non mi fa vivere. Soffro tantissimo.

Ma la sofferenza maggiore è andare in casa e vedere lo spazio vuoto dove c’era il suo letto; cercarlo con lo sguardo sul pavimento, mettere da parte i pezzetti di carne per lui e poi ricordarsi che non c’è più… E’ una sofferenza allucinante.

Forse con il tempo il dolore passerà, forse un giorno riuscirò a parlarne senza piangere.

Per ora è solo un grande, incolmabile vuoto che mi fa davvero stare male.

Caro cucciolo mio, sei entrato nella mia vita un giorno di marzo di 15 anni fa per restarci per sempre. Mi hai dato tanto amore, mi hai protetto, sei stato accanto a me nei momenti più difficili e hai perdonato i miei errori. Hai saputo amarmi più di quanto meritassi. Eri il regalo per il mio 14esimo compleanno, e proprio alla vigilia del mio compleanno te ne sei andato, dopo tante sofferenze, dopo aver lottato fino alla fine. Il tuo cuore era tanto grande ma non ha retto alle prove delle vita.
Non puoi sapere il vuoto che hai lasciato in me, in tutti noi. Sei unico ed indimenticabile.

Ciao Jack, compagno di vita, angelo custode, amico e fratello, mio piccolo passero. Spero che esista quel prato di cui qualcuno parla in cui tutti gli animali corrono felici aspettando pazienti l’arrivo del loro padrone. Spero un giorno di poter passare quel ponte oltre l’arcobaleno e riabbracciati.

Ti amerò per sempre e rimarrai ogni istante della mia vita nei miei pensieri. 

 

 

  Over The Rainbow 

Somewhere over the rainbow
Way up high
And the dreams that you dreamed of
Once in a lullaby

Somewhere over the rainbow
Blue birds fly
And the dreams that you dreamed of
Dreams really do come true
Someday I’ll wish upon a star
Wake up where the clouds are far behind me
Where trouble melts like lemon drops
High above the chimney tops is where you’ll find me
Somewhere over the rainbow bluebirds fly
And the dreams that you dare to, oh why, oh why can’t I?
Well I see trees of green and Red roses too,
I’ll watch then bloom for me and you
And I think to myself
What a wonderful world
Well I see skies of blue and I see clouds of white
And the brightness of day
I like the dark and I think to myself
What a wonderful world
The colors of the rainbow so pretty in the sky
Are also on the faces of people passing by
I see friends shaking hands
Saying, "How do you do?"
They’re really saying, I…I love you
I hear babies cry and I watch them grow,
They’ll learn much more than
We’ll know
And I think to myself
What a wonderful world
Someday I’ll wish upon a star,
Wake up where the clouds are far behind me
Where trouble melts like ;emon drops
High above the chimney tops is where you’ll find me
Somewhere over the rainbow way up high
And the dreams that you dare to, oh why, oh why can’t I?

Sopra l’Arcobaleno

Da qualche parte sopra l’arcobaleno
Nel posto più in alto
E i sogni di una volta che sognavi
In una ninnananna
Da qualche parte sopra l’arcobaleno
Volano uccelli blu
E i sogni che sognavi
I sogni diventano davvero realtà
Un giorno vorrò essere su una stella
Svegliarmi dove le nuvole sono lontane dietro di me
Dove i guai si sciolgono come gocce di limone
Lassù sopra la cima del camino è dove mi troverai
Da qualche parte sopra l’arcobaleno volano uccelli blu
E i sogni che sfidi, oh perché, oh perché non posso (farlo)?
Bene vedo alberi verdi e*
Anche rose rosse
Le vedrò sbocciare per me e te
E penso tra me
Che mondo meraviglioso
Bene vedo cieli blu e nuvole bianche

E lo splendore del giorno
Mi piace l’oscurità e penso tra me
Che mondo meraviglioso
I colori dell’arcobaleno così belli nel cielo
Sono anche nei visi della gente che passa
Vedo amici agitare le mani
Stanno dicendo, "piacere di conoscerti"
Loro stanno davvero dicendo "ti voglio bene"
Sento bambini piangere e li vedo crescere
Impareranno molto più di quanto
Noi sapremo
E penso tra me
Che mondo meraviglioso
Un giorno vorrò andare su una stella
Svegliarmi dove le nuvole sono lontane dietro di me
Dove i guai si sciolgono come gocce di limone
Lassù sopra la cima del camino è dove mi troverai
Da qualche parte sopra l’arcobaleno
E i sogni che osi (sognare), oh perché, oh perché non ne sono capace (anch’io)?

 

 

     

Jack ringrazia Matteo, Nicola, Mamma, Babbo, Valeria M., zio Emilio, Ilaria, Yari, Minerva, Marlene, Miky e tutti quelli che gli hanno voluto bene.

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Troviamo i bambini

Ciao a tutti. Volevo segnalare questo sito www.troviamoibambini.it. E’ possibile tramite sms o email aderire alla petizione proposta dai genitori di molti dei bambini scomparsi in Italia. Con questa petizione si chiede che i gestori di telefonia mobile si impegnino mandare un mms con la foto del bambino scomparso al più presto, in modo che ci siano più possibilità di riconoscere un bambino scomparso. Io ho già aderito. Grazie a chi vorrà farlo.  

http://www.angelacelentano.it/

http://www.rubenbianchi.com/

http://www.cerchiamodenise.org/

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Il signor Muller

  
Il SIGNOR MULLER

Il Sig. Müller viene da Aretsried che sta in Baviera, quindi giù nel Sud. Il Sig. Müller è un imprenditore, e ciò che viene prodotto nelle sue fabbriche sicuramente l’avete già visto nei supermercati.
Il Sig. Müller infatti produce tante cose che sono fatte di latte. Insomma, veramente sono le mucche che fanno il latte, ma il Sig. Müller lo impacchetta bene e fa in modo che arrivi nel supermercato dove voi, dopo, lo potete comprare.
Siccome il Sig. Müller è un imprenditore, ha pensato di intraprendere qualcosa e ha costruito una fabbrica. Più precisamente, la costruisce nella Sassonia, nell’Est.
In fondo, a nessuno serve una nuova fabbrica di latte perchè ce ne sono già troppe che già producono troppi latticini. Ma il Sig. Müller l’ha costruita lo stesso. E siccome nella Sassonia la gente è povera e non trova lavoro, lo Stato da soldi a chi costruisce nuove fabbriche.
Infatti, di posti di lavoro,a differenza del latte, non ce ne sono mai abbastanza.
Quindi il Sig. Müller ha compilato una domanda, l’ha portata alla posta e l’ha spedita.
Poi, qualche giorno dopo, la regione Sassonia e l’Unione Europea da Bruxelles gli hanno mandato un assegno di 70 milioni di Euro, sette zeri, quindi tantissimi soldi, molto più di quanto entri nel vostro salvadanaio.
Il Sig. Müller, dunque, ha costruito la sua nuova fabbrica ed ha assunto 158 persone. Evviva il Signor Müller!

Quando la fabbrica del Sig. Müller poi ha prodotto tanti latticini, lui si è accorto che non riusciva a venderli tutti, poichè ci sono già troppe fabbriche e latticini : insomma, in fondo lo sapeva già prima, ed anche I signori della regione Sassonia e dell’Unione Europea già lo sapevano, anche perchè veramente non è un segreto e I soldi glieli hanno dati lo stesso, non I loro soldi, I vostri. Sembra strano, ma è così.
Allora, cosa ha fatto il Sig. Müller? Su in Bassa Sassonia,abbastanza lontano nel nord, il Sig. Müller ha un’altra fabbrica chestava lì da 85 anni, comprata a un certo punto da Müller .

Siccome ora c’era la bella fabbrica nuova in Sassonia, lui non aveva più bisogno di quella vecchia in Bassa Sassonia, l’ha chiusa e 175 persone hanno perso il lavoro.
Se siete stati attenti avrete già notato che Müller ha eliminato 17 posti di lavoro in più di quanti ne avesse creato.
Per fare questo, ha PRESO 70 milioni di Euro.
Se dividete per 17 I 70 milioni saprete che il Sig. Müller per ogni posto di lavoro eliminato ha preso più di 4 milioni di Euro.

Eccolo come ride… Certo, solo quando nessuno guarda, perché di solito con faccia molto triste, racconta a tutti quanto sta male.

Ma Müller non se ne sta certo lì seduto ad aspettare cosa succede, ma pensa, anzi,a come stare stare meglio. Dovete sapere che è risparmiatore e sicuramente conoscete I suoi contenitori del latte. E’ buono e ci entravano 500 ml, cioè mezzo litro di latte.
Da un pò di tempo, comunque, il Sig. Müller il suo latte lo vende in belle bottiglie, non più in confezioni di carta. Le bottiglie sono pratiche perchè si fanno richiudere e sono belline.  Comunque, dentro ora ci sono soltanto 400 ml ma costano lo stesso. Così risparmia il Sig. Müller – e risparmiare è una virtù, lo sappiamo tutti.

Se ora volete sapere perchè gente come Müller non viene appesa all’albero più vicino, allora vi devo dire che queste cose semplicemente non si fanno.
La prossima volta, però, che siete al supermercato, lasciate semplicemente nello scaffale le cose del Sig. Müller e comprate altre Marche.

Sono ugualmente buone e spesso costano anche di meno, e FORSE (?) sono prodotte da un imprenditore che nel termine "responsabilità sociale" vede ancora un senso. Ora mi viene in mente che il Sig. Müller vuole anche risparmiare sulle tasse di successione e ha deciso di trasferire la sua residenza in Austria.

Se anche voi siete dell’opinione che un comportamento così da sfruttatore non sia bello, mandate questa mail in giro per l”Europa per dire a tutti dove finiscono le loro tasse pagate faticosamente.
Già, dimenticavo di dire a tutti coloro che ancora non lo sanno: Müller appoggia la NPD partito nazionaldemocratico della Germania, (cioè neonazista), in quanto a capo ci sono suoi cari amici.
Un altro motivo per lasciare le sue cose negli scaffali!

 
"Solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo, lo cambiano davvero". A. Einstein

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Non ce la faccio più!

Sto abbandonando in modo scandaloso il blog. Ma non ce la faccio… La casa, gli impegni, lo studio, ora c’è pure l’Ibfan… Non ce la posso fare. Scusate se non sarò molto presente. Lasciatemi comunque dei commenti, ogni tanto passerò a trovarvi!

 

Anzi, facciamo un pò di pubblicità: per le neomamme o, meglio, per coloro che vogliono diventarlo, qua ci sono infomrazioni importantissime. http://www.ibfanitalia.org/

Ciao ciao!

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Lipu a Pisa sul bracconaggio

                                                                                                                        

 

 

LA LIPU, LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI, IN COLLABORAZIONE CON LA CIRC. 5 DEL COMUNE DI PISA, ORGANIZZA IL SEGUENTE  INCONTRO A TEMA APERTO A TUTTI I CITTADINI:

 

 

07/03/2007

Il bracconaggio: mezzi e misure per contrastarlo.

Rel. Fabrizio Calamai (Polizia Provinciale)

 

Il bracconaggio è un fenomeno che, purtroppo, restiste nel tempo e non accenna a diminuire di intensità. Ogni anno, durante la stagione venatoria, vengono regolarmente piazzate dai bracconieri trappole  e reti per catturare uccelli migratori, trappole in cui finiscono naturalmente anche altre specie animali. Per non parlare poi di tutti quegli uccelli non commestibili e protetti da leggi internazionali che vengono impallinati per la sola colpa di saper volare (es. un esemplare di Acquila reale uccisa a Lecco). In questa serata approfondiremo questo triste fenomeno e cercheremo di imparare mezzi e misure per contrastarlo.

 

 

L’ incontro si svolgerà presso il locale della Circ.5 in Via Avanzi – Pisa, dalle 21.30 alle 23.00.

Per info: 349.6667623

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